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Ciampi e Rau a Marzabotto

 

Il 17 aprile 2002 il Presidente della Repubblica Federale di Germania Johannes Rau e il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, hanno visitato insieme il Sacrario di Marzabotto  e i luoghi della strage nazista del settembre-ottobre 1944.

A San Martino, una delle località colpite dalla strage oggi all’interno del Parco Storico di Monte Sole, alla presenza di centinaia di cittadini, autorità, superstiti e familiari dei caduti i due Presidenti hanno pronunciato il loro intervento. Il Presidente italiano ha ricordato come la pace sia oggi un impegno condiviso da tutti i popoli d’Europa, “unico vero modo di rendere onore a chi qui è sepolto”. Il Presidente tedesco ha detto pubblicamente di provare “un profondo senso di dolore e vergogna” nel ricordare le vittime della strage. Ha ringraziato poi Marzabotto per quanto ha fatto per la riconciliazione fra i due popoli: “per avere fatto diventare Marzabotto un luogo che non divide Italiani e Tedeschi”.  L’intervento di Rau è stato particolarmente significativo: un altro capo di Stato tedesco, Richard von Weizsacker, si era recato nel 1991 a Roma alle Fosse Ardeatine, ma non aveva pronunciato alcun discorso pubblico sui crimini nazisti.

 

  

 

Intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della cerimonia commemorativa dei Caduti di Marzabotto

 

Superstiti delle stragi,

Familiari delle vittime,

Amati compatrioti,

 

oltre mille esseri umani inermi, in gran parte donne, vecchi e bambini furono trucidati nell’autunno del 1944 nei villaggi, nelle chiese, nelle piazze, nei casolari di questa montagna, divenuta la montagna dei Martiri.

 

  Atti di crudeltà disumana, frutto di una folle ideologia luciferina. La coscienza degli uomini ha condannato quell’orribile scempio, la storia lo ha giudicato.

 

  Siamo venuti qui, il Presidente della Repubblica Federale di Germania e il Presidente della Repubblica Italiana, per rendere onore a quelle vittime innocenti; il Presidente Rau lo ha voluto espressamente. Siamo, noi tutti, qui riuniti perché il ricordo rimanga vivo, affinché la memoria, tramandata di generazione in generazione, costituisca monito, guida, a vigile garanzia della dignità della persona umana.

 

  Mai più!

 

  Lo giurammo a noi stessi, non appena cessò il fragore delle armi, sulle tombe dei nostri fratelli, sulle macerie delle nostre case.

 

  Mai più odio, sangue, tra i popoli d’Europa. Ci impegnammo a fare regnare fra di noi la pace, la fraternità.

 

  Da allora, il rifiuto delle ideologie totalitarie e dei nazionalismi, la disciplina dei valori di libertà e di democrazia hanno dato vita a un’unione sempre più stretta di uomini e Stati: l’Unione Europea.

 

  È grazie a quest’opera, che vogliamo continuare, che oggi ci troviamo qui, cittadini d’Europa nati in terra di Germania e nati in terra d’Italia, affratellati, accomunati, dagli stessi sentimenti e propositi.

 

  Sentiamo che questo impegno di pace è l’unico vero modo di rendere onore a chi qui è sepolto: nel silenzio, nella preghiera, nella quiete di queste montagne, all’ombra di queste querce soli con i nostri i ricordi e forti nella fede nei valori della nostra società.

 

Da: Presidenza della Repubblica Italiana, Rau e Ciampi a Marzabotto. 17 aprile 2002,  a cura dell’Ufficio Stampa e Informazione della Presidenza della Repubblica, Roma, 2002

 

 

 

 

Allocuzione pronunciata dal Presidente della Repubblica Federale di Germania Johannes Rau

 

  Cinquantotto anni fa, dei Tedeschi hanno portato violenza e immenso dolore a Marzabotto. Oggi sono qui per commemorarne le vittime. Mi commuove profondamente il fatto che il Presidente della Repubblica Ciampi mi accompagni oggi in questo luogo dedicato alla memoria.

 

  Oggi è quasi impossibile immaginare che cosa successe in quel freddo e cupo 29 settembre 1944. Il mattino di quel giorno arrivarono gli assassini indossanti l’uniforme nera, come le iene per cancellare ogni traccia di vita umana.

 

  Questo è quanto è riportato su una delle lapidi. La colpa personale ricade solamente su chi ha commesso quei crimini. Le conseguenze di una tale colpa, invece, devono affrontarle anche le generazioni successive.

 

  Non è facile trovare in questo luogo, davanti a Voi, parole adeguate ad un simile orrore. Un orrore così difficile da esprimere a parole. Quando penso ai bambini e alle madri, alle donne e alle famiglie intere, vittime dello sterminio di quella giornata, mi pervade un profondo senso di dolore e di vergogna. Mi inchino davanti ai morti.

 

  Voi avete conservato e tenuto vivo il ricordo delle vittime del massacro. Non l’avete fatto per mantenere vivo l’odio o per vendicarvi. L’avete fatto per amore del futuro, per amore del nostro futuro comune. Nessuno deve dimenticare che ogni generazione deve acuire di nuovo e ininterrottamente lo sguardo per individuare ideologie criminose, piene di disprezzo per la vita umana. Noi dobbiamo combattere contro tali ideologie aberranti prima che possano conquistare il potere sugli uomini.

 

  Quando terminò la Seconda Guerra Mondiale e le armi finalmente tacquero, gran parte dell’Europa era ridotta ad un cumulo di macerie. Una riconciliazione sembrava praticamente impossibile. E ciononostante è sorto “dall’estrema disperazione, pari a un miracolo superiore a ogni fede, il nuovo crepuscolo di una  speranza”. Così si espresse a posteriori Thomas Mann, il grande Tedesco ed Europeo.

 

  Lo storico tedesco Fritz Stern, espulso dalla Germania dai Nazionalsocialisti, ha chiamato il periodo tra il 1914 e il 1945 la seconda Guerra dei Trent’Anni, i cui orrori portarono alla fine ad una svolta nella storia europea. Tra gli statisti che si apprestarono a gettare le fondamenta di una nuova Europa, c’erano un Italiano ed un Tedesco, due nemici del Fascismo e del Nazionalsocialismo: Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer. Assieme a Robert Schuman, Jean Monnet e altri hanno mostrato ai popoli europei, all’inizio degli anni Cinquanta, una nuova strada. L’egoismo nazionale – questa era la loro visione – doveva essere sostituito dalla cooperazione, e da essa dovevano derivare vantaggi per tutti: non solo benessere, bensì anche pace e sicurezza. Questa visione è divenuta ora realtà. Possiamo essere grati e affermare con gioia che i nostri due Paesi hanno apportato un grande contributo e continuato ad apportarlo per costruire la nuova Europa, un’Europa unita.

 

  La grande opera di unificazione avrà un successo duraturo solamente se le cittadine e i cittadini in Europa la sentiranno come propria – con il cuore e con la mente. Con la Scuola di Pace che avete fondato qui a Marzabotto, come luogo di studio e d’incontro, avete fornito un importante contributo in questo senso.

 

  Vi ringrazio per avere fatto diventare Marzabotto un luogo che non divide Italiani e Tedeschi. Quello che succede qui, fa parte della nostra storia comune ed è l’impegno per un futuro comune.

 

Da: Presidenza della Repubblica Italiana, Rau e Ciampi a Marzabotto. 17 aprile 2002,  a cura dell’Ufficio Stampa e Informazione della Presidenza della Repubblica, Roma, 2002

 

 

 



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