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Il dopoguerra

 

Il Promemoria per S.E. il prefetto di Bologna, venne redatto da Vito Nerozzi nel febbraio 1946. Nerozzi, indipendente di sinistra, nel dopoguerra fu presidente della Giunta comunale di Marzabotto emanazione del Comitato di Liberazione Nazionale, poi confermato Sindaco, nelle prime elezioni amministrative del dopoguerra (1946). In questo promemoria egli illustra la situazione del comune in relazione ad alcuni indicatori: alimentazione, assistenza, finanza, disoccupazione femminile, risarcimento danni di guerra, baracche, ponti e strade, mine, cimiteri, luce ed energia elettrica, automezzi, scuole e uffici comunali. Esso venne redatto allo scopo di ottenere urgenti aiuti dal Governo, il che ci può fare supporre una particolare sottolineatura delle condizioni disastrose del paese. Tuttavia anche altri documenti ci confermano che la situazione era decisamente drammatica.

Sul crinale Setta-Reno ogni forma di vita venne eliminata nella strage: gli abitanti uccisi, le case incendiate. I pochi superstiti seppellirono parenti ed amici di nascosto, di notte; ma molti corpi rimasero insepolti per diversi mesi. Poi il fronte si fermò: i tedeschi e gli Alleati si fronteggiarono per tutto l’inverno 1944-1945 lungo una linea che passava poco più a sud di Monte Sole, la poca popolazione superstite venne fatta evacuare da entrambi gli eserciti

Gli Alleati bombardarono le valli del Setta e del Reno dal novembre 1943 e anche la liberazione di Monte Sole, il 16 aprile 1945, venne preceduta da un pesante bombardamento. I tedeschi minarono ampi settori a ridosso del fronte. Le mine e gli ordigni inesplosi lasciati da entrambi gli eserciti furono causa di morti e mutilazioni per diversi anni nel dopoguerra. La produzione agricola e industriale venne fortemente danneggiata da distruzioni, asportazioni di animali e materiali, abbandono del territorio.

Una precisazione: il numero dei caduti riferito nel documento, 2000 per rappresaglia, deve essere diversamente considerato. Come hanno mostrato le ricerche del Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto, gli uccisi per mano di nazisti e fascisti nel comune di Marzabotto furono 583, altri 348 abitanti morirono per cause varie di guerra. Nel 1946 esistevano per il comune di Marzabotto soltanto i seguenti dati demografici certi: una statistica del gennaio 1944, recuperata fra le macerie, che denunciava una popolazione residente e stabile di 6165 unità e una statistica delle carte annonarie distribuite nel novembre 1945 che annoverava una popolazione di 4103 unità. Da qui il dato riferito: 2000 assenti nel comune di Marzabotto.

 

 

Pro memoria per S.E. il Prefetto di Bologna,  Archivio Comunale di Marzabotto, Carteggio Amministrativo 1946, cat. 1, cl. 1.

 

Comune di Marzabotto, 28 febbraio 1946

 

Il Comune di Marzabotto dista da Bologna km. 24 sulla strada nazionale Porrettana (Bologna-Pistoia), lungo la valle del fiume Reno, in una zona precollinare ed in una posizione amena. Comune eminentemente agricolo ed industriale.

Abitanti anteguerra 6.800 – attuale compresi gli immigrati 4.300

Morti civili per rappresaglia 2.000 – profughi ancora circa 800

Il Comune fu epicentro del fronte alleato-tedesco e subì nell’ottobre del 1944 l’evacuazione obbligatoria, per cui nessun civile rimase sul posto. Sette furono i mesi di sfollamento con l’abbandono di ogni cosa sul posto. Al rientro, dopo la liberazione, i civili ritrovarono case, specialmente coloniche nella totalità distrutte per incendio, minamento e sistematica demolizione. Il patrimonio zootecnico completamente distrutto e asportato, unitamente agli attrezzi agricoli ed industriali. Attualmente la popolazione abita in caverne, cantine e in case malsicure. Due anni di mancata produzione e raccolto.

 

ALIMENTAZIONE

 

Stato di denutrizione della totalità della popolazione non avendo potuto trascinarsi durante lo sfollamento la minima sostanza indispensabile e durante il periodo da profugo ha dovuto ripararsi e nutrirsi malamente; l’alimentazione attuale è costituita unicamente da tesseramento ed acquisto di ogni genere alimentare fuori comune. La prospettiva si presenta tragica in questi giorni che ci separano dal prossimo raccolto, il quale sarà purtroppo insufficiente. L’asportazione e la mattazione di ogni animale domestico ha creato una crisi generale di latte, grassi, uova ecc.

 

ASSISTENZA

 

All’ECA necessita sia mantenuta  integra la richiesta di fondi per il bilancio di assistenza 1945-1946. Il Comune è nell’impossibilità assoluta di affrontare il complesso problema assistenziale dovuto ai casi troppo frequenti di madri vedove, vecchi, ammalati, orfani derivanti dal fatto di rappresaglie, bombardamenti e cause belliche in genere. A tale scopo si invocherebbe la donazione da parte del Ministero del ricavato per vendita cavalli assegnati a questo Comune.

Per i suddetti motivi, giornalieri sono i ricoveri all’ospedale di ammalati, feriti per mine, senza calcolare gli innumerevoli ricoverati durante l’evacuazione che hanno dato al Comune un onere di spesa ospedaliera insostenibile.

 

FINANZA

 

Causa la demolizione per eventi bellici di quasi tutte le case, dei campi minati si rende impossibile l’applicazione di tasse ed il bilancio comunale si trova in deficit. Per risanare la finanza di questo Comune è assolutamente indispensabile un intervento da parte del Ministero con un contributo speciale.

 

DISOCCUPAZIONE FEMMINILE

 

La distruzione delle varie industrie locali che occupavano in prevalenza mano d’opera femminile ha causato una vera crisi di occupazione per queste famiglie, le quali in gran parte vivono completamente a carico di donne rimaste prive di marito o del genitore per rastrellamenti, bombardamenti, rappresaglie, internamento ecc. Queste famiglie vivono completamente a carico dell’assistenza comunale. Ad aggravare la situazione sta il fatto della denutrizione, malattie ed il motivo di essere rimaste completamente spoglie di ogni arredamento, suppellettile ed indumento.

 

RISARCIMENTO DANNI DI GUERRA

 

La demolizione di ogni fabbricato, la distruzione ed asportazione di ogni bene, la disoccupazione, richiedono un intervento immediato del pagamento dei danni di guerra per consentire che questa popolazione possa vivere. Ciò si chiede per una precedenza di pratica e per una liquidazione più ampia possibile.

 

 

BARACCHE

 

La totale demolizione delle case coloniche richiede un’assegnazione di baracche da installarsi nei singoli poderi per dare modo all’agricoltore di ritornare a coltivare la propria terra, unica soluzione per cui questi piccoli proprietari potranno ripensare a costruire le proprie case.

 

PONTI E STRADE

 

I ponti stradali e ferroviari sono stati tutti distrutti e le strade rese impraticabili per la sosta del fronte, passaggio di carri armati e mancata manutenzione di vari anni.

 

MINE

 

Il 50% del territorio comunale è insidiato dalla presenza di mine per cui oltre al pericolo vi è l’impossibilità della coltivazione. Si chiede per questo squadre di minatori per la bonifica.

 

CIMITERI

 

Necessità di un cimitero nel capoluogo per la sepoltura delle salme ancora insepolte o provvisoriamente seppellite in fosse comuni e senza cassa con grave pericolo dell’igiene pubblica. Molte di queste salme sono rimaste insepolte per il fatto dei campi minati. A tale proposito si precisa che il Ministero ha già provveduto alla rimessa di L 600.000 per la sepoltura delle salme, resa però impossibile perché tutti i cimiteri sono stati sconvolti e la loro capienza non ammette ulteriori sepolture.

 

LUCE E FORZA ELETTRICA

 

Necessita un’assegnazione di filo-rame per raccordare la linea elettrica, dare luce alle varie frazioni ed ai piccoli centri e forza motrice alle piccole industrie, ripercuotendosi tale mancanza sullo sviluppo della ricostruzione.

 

AUTOMEZZI

 

Questo Comune si trova nell’impossibilità di affrontare i gravi problemi alimentari per mancanza assoluta di automezzi. Per la stessa mancanza non è possibile rifornire materiale da costruzione  a scapito di coloro che potrebbero eventualmente costruire.

 

SCUOLE

 

La questione dell’istruzione pubblica è stata in parte risolta per mezzo di aule di fortuna e arredamenti provvisori, essendo tutte le scuole completamente distrutte unitamente all’arredamento. La ristrettezza dei locali costringe al funzionamento limitato ed insufficiente con abbinamenti di classi.

 

UFFICI COMUNALI

 

La sede comunale ha dovuto trasferirsi nell’ex Casa del Fascio essendo la vecchia sede stata sinistrata. L’archivio comunale è stato distrutto unitamente al mobilio. Così pure l’anagrafe e parte dello Stato Civile.  Il popolo è quieto, laborioso, tranquillo e pronto all’abnegazione. Necessita di un intervento dello Stato per rendere possibile la sua volontà. Una visita di S.E. per rendersi edotta de visu di questa tragica situazione è invocata da tutte le autorità e dalla popolazione.

Nella certezza che i suddetti problemi saranno presi in esame e risolti nel miglior modo possibile si ringrazia ed ossequia.

 

  Il Sindaco

  Vito Nerozzi


 



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